Bollettini tecnici (TSB) e campagne di richiamo: due comunicazioni diverse, con effetti molto diversi
Nel linguaggio comune capita spesso di dire “la mia auto è in richiamo” quando, in realtà, esiste solo un bollettino tecnico (TSB – Technical Service Bulletin) o una “campagna di servizio”. La distinzione non è una sfumatura: cambia chi viene informato, quanto è urgente, chi paga, e soprattutto che cosa ci si può aspettare dall’officina e dal costruttore.
Di seguito spiego in modo chiaro e operativo cosa sono bollettini tecnici e campagne di richiamo, come riconoscerli, dove verificarli e perché, nella nostra consulenza, verifichiamo anche documentazione tecnica non liberamente accessibile al pubblico.

Che cos’è un bollettino tecnico (TSB) e a chi è destinato
Un bollettino tecnico è una comunicazione tecnica che il costruttore emette quando rileva un problema ricorrente (rumori, vibrazioni, malfunzionamenti, anomalie software, procedure diagnostiche inefficaci, aggiornamenti di componenti o metodi di riparazione).
L’elemento chiave è il destinatario:
- il TSB è pensato per i tecnici e viene distribuito alla rete di assistenza del marchio (con procedure, codici, controlli e istruzioni di riparazione), non come comunicazione “diretta” al cliente finale.
Cosa contiene tipicamente un TSB:
- sintomi e condizioni in cui si manifesta il problema;
- criteri di diagnosi (prove, misure, DTC/codici guasto);
- procedura di riparazione aggiornata o alternativa;
- eventuali aggiornamenti software e codici ricambio aggiornati.
TSB non significa “riparazione gratuita”
Un TSB non è un richiamo: la riparazione viene effettuata solo se il difetto è riscontrabile e, nella prassi, è gratuita in genere solo se il veicolo è in garanzia o se il costruttore ha attivato iniziative specifiche (es. “customer service campaign”, “warranty extension”, “service action”).
In sintesi: TSB = informazione tecnica riservata alla rete assistenza, utile per riparare meglio e più velocemente, ma non necessariamente collegata a un rischio grave per la sicurezza.
Nell’immagine sottostante è rappresentato un esempio di TSB

Che cos’è una campagna di richiamo (safety recall) e perché è “pubblica”
Una campagna di richiamo di sicurezza nasce quando viene valutata la presenza di un rischio grave per la salute o la sicurezza che richiede misure correttive (sostituzioni, modifiche, aggiornamenti) su determinati veicoli/serie produttive.
Qui il destinatario cambia completamente:
- il richiamo è una comunicazione che riguarda proprietari/utilizzatori e, più in generale, è trattata come informazione di consultazione pubblica tramite canali istituzionali/di settore. In ambito informativo, viene descritta come “avviso inviato dal costruttore ai proprietari” e come intervento eseguito tramite la rete assistenza.
Il quadro italiano: Art. 80-bis (Campagne di richiamo di sicurezza)
In Italia, l’art. 80-bis del Codice della Strada è molto esplicito su due aspetti:
- il costruttore deve adottare misure correttive e svolgere una puntuale e diligente attività di informazione dei proprietari o utilizzatori dei veicoli interessati;
- se, dopo 24 mesi dall’avvio del richiamo, un veicolo non risulta ancora adeguato, il costruttore deve inserirlo in un “elenco telematico” presso la Motorizzazione.
Il decreto attuativo MIT (dicembre 2025) definisce anche cosa è, in concreto, una “campagna di richiamo di sicurezza” e quali dati compongono l’elenco (VIN, modello/tipo, periodo di produzione, codice campagna, date, codice RAPEX, descrizione difetto e misure correttive).
Consultazione pubblica e tracciabilità: Portale dell’Automobilista e bollettini MIT
Sempre il decreto MIT prevede che:
- le Forze di polizia consultino l’elenco per i controlli;
- i cittadini possano consultare i dati dei veicoli di cui risultano intestatari tramite Portale dell’Automobilista (e app dedicate).
In parallelo, sul Portale dell’Automobilista è storicamente pubblicato un riepilogo periodico delle campagne di richiamo (con periodo produzione, difetto, data inizio campagna, ecc.), proprio con finalità informativa.
E, come ulteriore canale pubblico di settore, esiste anche la piattaforma UNRAE per consultare richiami di sicurezza comunicati dalle Case automobilistiche.
Esempio di comunicazione afferente alla Campagna di Richiamo

La differenza in una tabella
| Aspetto | Bollettino tecnico (TSB) | Campagna di richiamo (safety recall) |
|---|---|---|
| Destinatari | Officine/rete assistenza del marchio (tecnici) | Pubblico: proprietari/utilizzatori e canali informativi |
| Motivo | Problema ricorrente / ottimizzazione riparazione | Rischio grave per sicurezza/salute + misure correttive |
| Obbligo di contattare il cliente | In genere no (non è una chiamata “massiva” ai proprietari) | Sì: informazione ai proprietari/utilizzatori e tracciabilità |
| Quando si interviene | Se il difetto si manifesta ed è verificabile | Anche preventivamente: per mettere in sicurezza il veicolo |
| Costi | Spesso in garanzia; fuori garanzia può essere a carico cliente (salvo estensioni/campagne di servizio) | Tipicamente gestito tramite rete ufficiale, con logica “correttiva” legata alla sicurezza |
| Visibilità | Non sempre pubblica; spesso accessibile tramite canali professionali | Consultabile tramite canali pubblici/istituzionali e di settore |
Un punto che genera confusione: “campagne di servizio” e “azioni di qualità”
Nel mondo OEM esiste una zona “intermedia” che crea equivoci:
- campagne di servizio, service action, customer satisfaction, garanzie estese.
Sono iniziative che possono prevedere interventi gratuiti o agevolati, ma non necessariamente sono richiami di sicurezza. Proprio per questo:
- possono essere meno visibili al pubblico rispetto ai richiami;
- possono essere applicate solo al manifestarsi del difetto o entro certe condizioni;
- talvolta non comportano comunicazioni dirette capillari ai proprietari.
Questa è una delle aree in cui la verifica “superficiale” (una rapida ricerca online) porta spesso a conclusioni sbagliate.
Cosa deve fare il proprietario: verifica pratica e gestione corretta
Se parliamo di richiamo (safety)
- Verifica tramite canali pubblici (dove disponibili): Portale dell’Automobilista / elenchi di settore (es. UNRAE).
- Contatta una officina autorizzata e pianifica l’intervento.
- Non rimandare: dal punto di vista normativo, l’art. 80-bis collega i veicoli “non adeguati” a un elenco telematico e alla disciplina sanzionatoria richiamata dall’art. 80, comma 14.
Nota operativa: l’art. 80, c.14 prevede (per i casi richiamati dalla norma) una sanzione pecuniaria e la sospensione dalla circolazione fino alla regolarizzazione; è una disciplina che impatta concretamente la circolazione del veicolo.
Se parliamo di TSB
- Porta in diagnosi il veicolo e descrivi con precisione sintomi e condizioni (a freddo/caldo, dopo pioggia, in rigenerazione, con ADAS attivi, ecc.).
- Chiedi esplicitamente la verifica di bollettini tecnici applicabili al tuo VIN e al tuo problema.
- Valuta il perimetro economico: fuori garanzia, un TSB non è automaticamente sinonimo di gratuità.
Il valore aggiunto della nostra consulenza: verificare anche ciò che non è facilmente accessibile
Nella nostra attività consulenziale, la distinzione “TSB vs richiamo” è un punto di partenza, non di arrivo.
Cosa facciamo in modo sistematico:
- verifichiamo richiami e campagne di sicurezza sui canali consultabili;
- ma, soprattutto, effettuiamo verifiche tecniche mirate per accertare la presenza di bollettini tecnici non liberamente accessibili al pubblico (documentazione destinata a professionisti e rete assistenza, o reperibile tramite canali tecnici/banche dati di settore).
Perché è importante: molti casi “irrisolti” non sono dovuti a mancanza di competenza dell’officina, ma a una diagnosi impostata con informazioni incomplete. Quando emerge un TSB pertinente (o un aggiornamento di procedura/ricambio), si passa da tentativi costosi a un percorso di riparazione guidato.
Risultato concreto: in diversi casi, grazie a queste verifiche, siamo riusciti a sbloccare situazioni che si trascinavano da mesi (anomalia intermittente, difetto ripetitivo, aggiornamento software “non proposto” in accettazione, sostituzioni non risolutive). Non si tratta di “magia”: è metodo, accesso a documentazione tecnica corretta e lettura critica dei dati (VIN, DTC, storico interventi, condizioni d’uso).
Conclusione: come leggere correttamente le due comunicazioni
Campagna di richiamo (safety recall): comunicazione di interesse pubblico, legata a un rischio grave; in Italia è regolata con obblighi di informazione, tracciabilità e consultazione (Portale dell’Automobilista/elenco telematico).
Bollettino tecnico (TSB): comunicazione riservata alle officine/rete del marchio, finalizzata a riparare meglio un problema noto; non implica automaticamente urgenza safety né gratuità.